Vende pì ‘d bren che ‘d farin-a
Fè smijé che un a sa ‘d pì ‘d lòn che un a sa.
Far sembrare che si sa di più di ciò che uno sa.
Amboconè con el cuciar veuid
As dis d’un ch’a smija ch’a fassa tant për na person-a, ma ‘n vrità, a fa bin pòch.
Si dice di uno che sembra faccia molto per una persona, ma in realtà fa molto poco.
Gavesse doi euj, per gavene un a n'àutr
Fesse del mal con l'unich fin ed fé un despet a n'autra person-a.
Farsi del male, al solo scopo di fare dispetto ad un altro.
A l’è dl’epoca ‘d monsù Pingon.
Si dice quando una cosa è molto vecchia. Il barone Emanuele Filiberto Pingone, detto familiarmente dai suoi contemporanei “Monsù Pingon”, visse a Torino tra il 1525 e il 1582, dove abitava, a quanto pare, nella casa di cui tutt’ora esiste la torretta terminale che si trova in via della Basilica 1, quasi all’angolo con Via Porta Palatina. Fu storico erudito ed appassionato archeologo ed a lui si deve la stesura della prima storia di Torino, intitolata Augusta Taurinorum e stampata nel 1577.