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Palazzo Birago di Vische

 

La costruzione del palazzo Birago di Vische risale al IV decennio dell'Ottocento. Promotore fu il Marchese Carlo Emanuele Birago di Vische, figlio terzogenito del Marchese Enrico, investito del feudo Vische nel Gennaio 1791, e di Luigia, figlia del conte Francesco Perrone di San Martino. Carlo Emanuele era un personaggio di spicco della corte sabauda (Carlo Alberto nel 1838 lo nominò infatti "gentiluomo di camera") ed intraprese e diresse i lavori per la costruzione della dimora cittadina.

Nel 1840 acquistò dalla Città di Torino per un ammontare di lire 18.541,67 il terreno su cui avrebbe fatto sorgere il Palazzo, posto nel quadrilatero formato dalle contrade di Vanchiglia, del Moschino, contrada della Zecca e contrada dei Pescatori.

Il progetto della costruzione fu affidato all’architetto Antonio Talentino (Castellamonte 1806 - Torino 1853) che, nel 1839, fece i disegni “delli nuovi fabbricati” ancora oggi conservati nell’Archivio Storico della Città di Torino.

L’edificio all’inizio del ‘900 passò in proprietà alla famiglia Soldati, Conti di Ferrara, e da questi al Comune che lo acquistò nel 1981 come Ospedale Amedeo di Savoia.

La sobrietà dell’ornato, la purezza delle linee e l’eleganza della struttura, sono elementi peculiari di quest’edificio, esempio d’architettura ottocentesca.
Dal 1993 il primo piano nobile del prestigioso Palazzo Birago di Vische, sito in Torino, Via Vanchiglia 6, è stato promosso in sede dell'Associassion Piemontèisa.


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Giugno 2009 22:18 )